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Nel nostro studio eseguiamo la rimozione delle vecchie ricostruzioni in amalgama d'argento e la loro sostituzione con i materiali estetici in composito.

Una parte sempre maggiore di popolazione, infatti, da alcuni anni si sta mostrando via via più sensibile alle problematiche relative ai DANNI DA RILASCIO DI MERCURIO nell'organismo che questo tipo di otturazioni in amalgama comportano.

Otturazione con amalgama d'argento

 

La composizione dell'amalgama d'argento normalmente utilizzata per le otturazioni prevede una metà in polvere costituita da metalli quali Argento (70%), Stagno (18%), Rame (11%) e Zinco(1%) ed una metà liquida dovuta al MERCURIO a temperatura ambiente.

Già dal suo esordio applicativo in odontoiatria si sollevò l'ipotesi di una possibile tossicità del prodotto a seguito della presenza del mercurio, che viene continuamente rilasciato dalle otturazioni nel cavo orale con tre importanti modalità: 

  1. chimicamente, a seguito del contatto con cibi e bevande acide (Ph 3) e per l'azione della flora batterica orale;
  2. meccanicamente, durante la masticazione ed ancora di più per abitudini viziate come il bruxismo e l'uso di chewing-gum;
  3. elettroliticamente. Nelle bocche di pazienti dove sono presenti dei manufatti in oro si crea, infatti, un fenomeno di galvanismo orale con dissoluzione e liberazione del materiale meno nobile dalle amalgame, cioè il mercurio.

 

EFFETTI DEL MERCURIO SULL'ORGANISMO

L'assorbimento dei vapori di mercurio liberati dalle ricostruzioni in amalgama avviene da parte della mucosa orale e tramite le vie digestive. Il mercurio, grazie alla sua liposolubilità, passa facilmente all'interno delle membrane cellulari, ove si accumula interferendo con il metabolismo enzimatico, minerale ed ormonale. Infatti, il mercurio bivalente (Hg2+) ha una grande affinità con lo zolfo (S) del gruppo SH (sulfidrilico) proteico, dando luogo a Shg che blocca diversi sistemi enzimatici nel ciclo di Krebs, attaccando l'acetilCOA e la sintesi del citocromo P450.

Il mercurio, inoltre, aumenta la quantità di radicali liberi tossici cellulari, normalmente prodotti in piccola quantità nell'organismo. Secondo alcuni ricercatori sembra, infatti, che molte patologie possano essere ricondotte all'amalgama ed al mercurio in essa contenuto. Fra queste ricordiamo: patologie cronico degenerative del sistema nervoso come l'Alzheimer, il Parkinson e la Sclerosi multipla oppure molte malattie autoimmuni e varie forme di dermatiti.

Le alte concentrazioni di mercurio nell'organismo sono in relazione anche con sintomi psichici che richiedono anni per manifestarsi: insonnia, vertigini, astenia/depressione, tremori, perdita di appetito, perdita di memoria, nervosismo, cefalee, difficoltà di coordinazione, perdita del visus e dell'udito, instabilità emotiva, danno renale.

Esistono da un punto di vista clinico macchie o pigmentazioni di colore grigio argentato sulle gengive e guance (tatuaggi) e nelle vicinanze di amalgami, da interpretare come precise risposte infiammatorie per liberazione di mercurio dalla corrosione dell'amalgama.

 

EFFETTI DEL MERCURIO SUL FETO

Particolare attenzione inoltre va posta alla capacità di questo metallo di attraversare facilmente la placenta con le ovvie conseguenze sul feto e di essere assorbito dal neonato attraverso il latte materno.

A livello fetale come anche a livello del sistema nervoso centrale il mercurio attraversa le relative barriere (placentare ed ematoencefalica) grazie al suo stato gassoso, ma una volta superate, si trasforma attraverso vari processi ossidativi in mercurio ionico divalente e non è più in grado di percorrere il tragitto inverso rimanendo sequestrato in questi tessuti.
Questo fa capire come la concentrazione totale del mercurio nel sangue del feto possa essere superiore a quella riscontrata nel sangue materno.

Le conseguenze a livello dello sviluppo fetale e quindi sul neonato sono ancora oggi in fase di studio.

Un altro aspetto importante è quello relativo all'aumento delle forme allergiche al mercurio ed agli altri metalli presenti nelle otturazioni in amalgama con un'incidenza che supera l'1% della popolazione italiana.

L'esame di ricerca più indicato per valutare l'aumento dei livelli di mercurio nell'organismo è il cosiddetto MINERALOGRAMMA eseguito attraverso l'analisi del capello.
Tutto ciò fa capire come sia assolutamente consigliabile la rimozione di queste otturazioni in via d'urgenza preventiva nelle donne alla ricerca di maternità e comunque in via generale in tutti gli altri soggetti, anche in coloro che non avvertono disturbi particolari.

L'amalgama può essere sostituita con materiali compositi che, non solo non determinano fenomeni di intossicazione, ma offrono un'ottima resistenza, durata nel tempo ed un miglior effetto estetico sia nei settori frontali che in quelli posteriori.