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L'Odontoiatria Conservativa è quella branca dell'odontoiatria che si occupa della restaurazione dei denti che presentano, conseguentemente a carie o traumi, lesioni dello smalto e della dentina, ripristinandone forma, funzione ed estetica originali.
Una perdita di sostanza dentale può dipendere da:

cause batteriche, come nella carie dentaria.

cause non batteriche che comprendono:

  • fratture;
  • attrito, legato ai reciproci rapporti dente/dente sia durante la masticazione sia durante il bruxismo (digrignamento dei denti);
  • abrasione, usura tipica dell'area cervicale del dente e causata dallo spazzolino se usato in modo scorretto, con setole dure ed associato a paste dentifricie ad alta abrasività;
  • fattori chimici che determinano erosione delle superfici dentali;
  • disturbi odontogenetici, che si verificano cioè durante il periodo di formazione dei denti.

 

ANATOMIA DENTALE

Per capire meglio le potenzialità di questa disciplina è utile conoscere le basi dell'anatomia del dente.

 

Anatomia del dente

 

Anatomicamente il dente è formato, partendo dall'esterno, dallo SMALTO, struttura estremamente complessa, con una componente organica del 96%. Esso è composto da ioni di fosfato tricalcico, che si presentano sotto forma di idrossiapatite.

Al di sotto dello smalto vi è la DENTINA che circonda la camera pulpare;ha una componente organica del 76% ed è un tessuto meno duro dello smalto e dell'osso.

La POLPA è contenuta nella camera pulpare e comprende:terminazioni vascolari, nervose e cellule connettivali.

 

LA CARIE

Il termine CARIE deriva dal latino “caries” che significa cavità vuota.

La carie può essere definita come una malattia degenerativa dei tessuti duri del dente come lo smalto e la dentina che partendo dalla superficie arriva sino alla polpa dentale. Non interessa, quindi, i tessuti molli a differenza delle gengiviti e delle parodontiti. Si tratta, perciò, di una cavità, conseguenza di un iniziale processo di demineralizzazione della componente inorganica e dissoluzione di quella organica (proteolisi) che inizia dallo smalto, si propaga nella dentina fino ad arrivare alla polpa dentale.

La carie dentale è la patologia più diffusa al mondo e rappresenta, perciò, una malattia sociale “da civilizzazione”.

Carie

La DEMINERALIZZAZIONE DEL DENTE può essere definita come il processo di solubilizzazione e quindi di perdita di minerali da parte dello smalto. In tale processo si hanno alcune fasi distinte:

 

  1. La placca batterica, diffusa nel cavo orale, metabolizza i carboidrati assunti con l'alimentazione producendo acidi;
  2. Gli acidi abbassano il Ph fisiologico delle aree dentali ricoperte da placca portandolo da 6, 8 a 5, 7, che costituisce la soglia di solubilità dello smalto;
  3. La saliva ripristina l'equilibrio fra demineralizzazione e remineralizzazione con restituzione dei minerali persi dallo smalto e riportando il ph a livelli fisiologici grazie alla presenza di sostanze tampone (potere tampone della saliva). In caso, però, di aggressioni acide frequenti e prolungate, la saliva da sola non è in grado di ripristinare tale equilibrio fisiologico.

 

La carie si divide in:

  • SUPERFICIALE, quando colpisce solo lo smalto, ossia il rivestimento esterno del dente. In questa fase non si presentano sintomi evidenti, se non un cambiamento di colore dello smalto che si opacizza;
  • MEDIA O PENETRANTE, quando interessa la dentina;
  • PROFONDA, quando arriva alla polpa. È in questa fase che si presentano i sintomi classici come alitosi, dolore al dente e alle zone circostanti, sensibilità al caldo, al freddo, al dolce e all'acido
  • COMPLICATA, quando crea una pulpite, cioè infiammazione irreversibile della polpa.

 

Tipi di carie

EZIOPATOGENESI

La carie necessita di 4 fattori affinché possa manifestarsi:

  1. Microrganismi presenti nel cavo orale con attività cariogena. I principali batteri responsabili della carie sono lo Streptococcus Mutans ed il lactobacillus Acidophilus. Il primo è in grado di legarsi alla superficie dello smalto e di costruire una rete di polisaccaridi (zuccheri complessi) alla quale aderiscono numerosi altri microrganismi, formando la placca batterica. Il Lactobacillus ha il più alto potere cariogeno, nutrendosi del glucosio presente nei residui alimentari e formando acidi (lattico, acetico, citrico), capaci di dissolvere i tessuti duri del dente.
  2. Dieta ricca di carboidrati. Gli zuccheri sono un elemento cardine per la formazione della carie;essi sono trasformati in acidi da parte di alcuni batteri normalmente presenti nel cavo orale con conseguente demineralizzazione dentale.
  3. Predisposizione individuale
    • Fattori locali: la carie dentale colpisce più facilmente molari, premolari e incisivi superiori. Si sviluppa più facilmente nei casi di affollamento dentale dove risulta più difficile la rimozione dei residui alimentari.
    • Fattori sistemici: condizioni fisiologiche che determinano una maggiore predisposizione alla carie. Ad esempio durante la gravidanza e l'allattamento si hanno modificazioni ormonali che alterano la viscosità della saliva, aumentando l'adesione dei batteri al dente;
    • Condizioni patologiche: come ipotiroidismo, ipoparatiroidismo, carenza di vitamina A, C, D, terapie radianti, tossicodipendenze, morbillo, varicella.
  4. Scarsa igiene orale.

     

 

TIPI DI CARIE
Le carie iniziali, le cosiddette white spot, interessano solo la superficie dello smalto e si presentano come una leggera scolorazione. Tale lesione cariosa può essere completamente remineralizzata. Se la demineralizzazione continua la white spot forma la cavità cariosa.

La carie viene definita ATTIVA quando si manifesta come una fessura nella quale si impegan lo specillo; la carie SOSPETTA invece è un piccolo foro annerito, ma duro al sondaggio, che va comunque mantenuto sotto controllo per la sua potenziale evoluzione in carie vera e propria.

Esistono anche le carie definite RAMPANTI il cui decorso è rapidissimo, con distruzione dell'intera superficie dentale.

 

PREVENZIONE DELLE CARIE

La carie si previene con una buona igiene orale, fondamentale per eliminare le sostanze cariogene e visite di controllo periodiche dal dentista. I denti vanno lavati dopo ogni pasto tenendo la bocca semiaperta e puliti a gruppi di 2-3 per volta con un movimento verticale dello spazzolino, dalla gengiva verso i denti.

Essenziali sono le sei regole per un'ottima igiene orale:

  1. Spazzolare i denti per almeno 3 minuti dopo ogni pasto.
  2. Cambiare lo spazzolino solitamente ogni 2 mesi.
  3. Utilizzare spazzolini con setole artificiali di media durezza, punte arrotondate e testina piccola, in grado di arrivare in tutti i punti della cavità orale
  4. Spazzolare i denti sia anteriori che posteriori in modo corretto.
  5. Usare il filo interdentale per la pulizia degli spazi esistenti tra un dente e l'altro.
  6. Eseguire sciacqui con collutori a completamento dell'igiene orale.

 Altre tecniche per prevenire la formazione della carie sono:

  • la fluoroprofilassi: consiste nell'assunzione di pastiglie a base di fluoro ed è importante nei bambini al di sotto dei 12 anni, i quali devono ancora completare il processo di mineralizzazione dei denti;
  • le sigillature: sono resine che si applicano nei solchi dei denti sani allo scopo di prevenire lo sviluppo della carie;
  • il fluoro e la clorexidina, sostanze presenti nei collutori e nei dentifrici contro la carie. negli ultimi anni sono state prodotte delle lacche e dei gel da applicare sulla superficie dei denti, che consentono un rilascio graduale di piccole quantità di fluoro o clorexidina nelle zone più a rischio;
  • effettuare una pulizia dei denti presso il dentista per eliminare il tartaro che si è depositato sui denti e per eseguire controlli periodici ogni 6 mesi.

Presso il nostro studio è possibile anche determinare il rischio individuale di carie analizzando i batteri presenti nella saliva e seguire, cosi, un programma di prevenzione individuale, avendo cosi la sicurezza di mantenere sempre i denti sani.

 

MATERIALI DA OTTURAZIONE

La CONSERVATIVA MODERNA si basa esclusivamente sul concetto di minima invasività, con la rimozione del solo tessuto cariato e la sua sostituzione con un materiale da restauro che si lega direttamente al tessuto sano. Sia nei settori anteriori che in quelli posteriori delle arcate dentarie non solo si possono ma si devono ottenere ricostruzioni capaci di mimetizzarsi a tal punto con il resto del dente sano da rendere difficilissima l'individuazione del restauro. A tale scopo sono state, negli ultimi anni, abbandonate le amalgame d'argento, che richiedevano preparazioni ritentive, quindi estese e con sacrificio di tessuto dentale sano, a favore delle RESINE COMPOSITE (LE OTTURAZIONI BIANCHE).

I materiali compositi utilizzati in odontoiatria sono costituiti da una resina fluida e da un riempitivo solido. La resina è costituita da un insieme di monomeri, il riempitivo solido da particelle di quarzo, vetro, bario, silicio. La definizione di un materiale micro o nano-riempito è riferito alla dimensione delle particelle (granulometria).

I compositi a loro volta si dividono in:

 

  • autopolimerizzanti, sono quei compositi che non hanno bisogno della luce alogena o al plasma per asciugarsi ma possiedono un catalizzatore che si attiva da solo dando inizio al processo di polimerizzazione. Lo svantaggio di questi compositi è dato dal tempo limitato a disposizione dell'operatore per modellare la ricostruzione;
  • fotopolimerizzanti che iniziano il processo di indurimento con lampade alogene. Il loro vantaggio è il tempo maggiore a disposizione dell'operatore per modellare la propria ricostruzione.

 

Nel nostro studio vengono eseguite ricostruzioni ed otturazioni con materiali compositi estetici che garantiscono una perfetta riproduzione del colore e della morfologia dentale, con ripristino estetico e funzionale ottimale.

Terapia conservativa